lunedì 17 ottobre 2011

Teoria e Tecnica dello Spread Trading

Filippo Moruzzi - 08/02/2010 10.00.00
L’attenta osservazione della quotidiana dinamica dei mercati può mettere in evidenza la capacità di alcuni titoli di realizzare costantemente rendimenti superiori alla media del settore di appartenenza o all’indice di riferimento.
Con l’intenzione di monitorare queste particolari asimmetrie del mercato e sfruttarle per predisporre innovative strategie operative sono nate e si sono sviluppate le tecniche di Spread Trading.
Lo Spread Trading (o Pair Trading) è infatti un modello che prevede l’acquisto di uno strumento finanziario (posizione long) e la contemporanea vendita di un secondo strumento (posizione short) il cui prezzo presenti una relazione rispetto alla quotazione del primo.
Come già accennato, la possibilità di predisporre un’operatività di questo tipo è offerta dalla presenza, sul mercato, di coppie di strumenti (i c.d. pair) il cui differenziale di prezzo si muove con una certa costanza all’interno di un range piuttosto ristretto.
Questo fenomeno, riscontrabile su tutti i mercati, è ben conosciuto dalla statistica finanziaria grazie agli studi sulla correlazione.
La correlazione analizza infatti i legami che si instaurano tra due variabili (nel nostro caso i prezzi delle attività finanziarie) la dinamica di tali legami nel tempo; la forza di questi legami può poi essere quantificata attraverso il c.d. Coefficiente di Correlazione.
Tale Coefficiente può assumere valori compresi tra -1 e 1: i valori negativi identificano la c.d. Correlazione Inversa, che caratterizza coppie di strumenti le cui quotazioni si muovono in maniera opposta; viceversa, valori positivi del Coefficiente indicano una Correlazione Diretta tra quei titoli le cui quotazioni si muovono nella stessa direzione.
Le strategie di Spread trading si basano solitamente su una stima del coefficiente di correlazione condotta sulle serie storiche dei titoli oggetto d’esame. In genere l’orizzonte di stima considerato è pari a due anni: archi di tempo inferiori potrebbero dar luogo ad una stima poco stabile della correlazione mentre periodi superiori rischierebbero di attribuire troppo peso agli scenari di mercato passati.
Una corretta operatività impone poi di evitare i pair con un coefficiente di correlazione prossimo allo zero. In questo caso infatti il legame tra i due titoli risulterebbe molto debole e soggetto a repentine variazioni indotte dalle dinamiche dei mercati.
Inoltre, si potrà osservare una sensibile riduzione del profilo di rischio dell’operazione  prendendo in considerazione pair la cui correlazione sia giustificata da ragioni di tipo fondamentale (ad esempio l’impatto dell’innalzamento della quotazione del petrolio sui titoli del comparto dei trasporti può essere giustificato da ragioni di ordine pratico relative ad aumenti nel costo di approvvigionamento di carburante), evitando i legami che emergono dall’analisi di correlazione e che appaiono apparentemente inspiegabili; questi ultimi potrebbero infatti costituire un’anomalia statistica, in grado probabilmente di produrre risultati nel breve periodo non destinati a durare nel tempo.
I pair più utilizzati sono titolo azionario/indice di riferimento, titolo/sotto-indice settoriale (a cui appartiene il titolo), due titoli appartenenti allo stesso settore oppure due appartenenti a settori diversi. È in genere consigliabile operare su titoli negoziati con la medesima valuta per non inglobare nell’operazione il rischio di cambio.
Per le sue caratteristiche operative lo Spread trading appare come una tecnica non direzionale (né rialzista né ribassista) che possiede l’attributo di strategia market neutral in quanto riesce a svincolare la performance dell’operazione dal trend generale del mercato.
Più nello specifico, il grado di neutralità rispetto al mercato dipende dalla calibrazione che si ottiene variando il quantitativo di strumenti su cui si è long e quello su cui si è short.
Il parametro che fornisce le indicazioni utili per la ponderazione del pair è l’indice beta di ciascun titolo, che ne misura la sensibilità rispetto al mercato.
Le strategie di Spread Trading possono essere classificate secondo l’approccio al mercato distinguendole tra Divergence Spread e Convergence  Spread. Entrambe le tipologie di tecniche si basano sull’individuazione della correlazione tra due titoli ma mentre la prima ne ipotizza la costanza nel tempo, la seconda ne sfrutta i disallineamenti e la tendenza a ritornare alla condizione di equilibrio.
Il Pair Trading è una tecnica applicabile su diversi archi temporali che ben si adatta alle varie esigenze di trading.
In particolare, quando applicato su grafici daily, questa tecnica tiene il trader in posizione da pochi giorni fino anche a un paio di mesi, offrendo una libertà d’azione cara a quanti non riescano a mantenere un’attenzione costante sui mercati per l'intera giornata o a chi cerchi uno stile di trading più rilassato.
Altro aspetto molto apprezzabile dello Spread Trading è la possibilità di ricondurre i possibili scenari dell’investimento ad una serie di situazioni tipo molto utili per analizzare il profilo rischio/rendimento dell’operazione; vediamo come con un esempio concreto.
Ipotizziamo di predisporre un’operazione su un pair costituito da i titoli A e B: nello specifico, ipotizziamo di essere long sul titolo A e short sul titolo B.
In questa configurazione si prospettano sei diversi scenari di mercato, riassunti nella seguente tabella.

 
È bene sottolineare come tale esempio sia stato costruito in modo molto schematico. Nel caso concreto infatti l’entità della performance dell’investimento dovrà essere valutata alla luce di tutti i costi operativi, che in questo tipo di strategia hanno un peso rilevante. Lo Spread trading porta infatti con sè doppie commissioni di negoziazione e costi legati al prestito titoli per le operazioni di short overnight.
Per quanto riguarda la gestione di una posizione su un pair di titoli può essere molto interessante avvalersi dei tradizionali strumenti di analisi grafica utilizzando il ratio, una tecnica che consente di visualizzare su un grafico il rapporto tra la quotazione del titolo A e quella del titolo B.
Il ratio restituisce una rappresentazione completamente personalizzabile: è infatti possibile utilizzare tutte le tecniche grafiche (lineare, a  barre, a candele), applicare medie mobili (che appaiono molto efficienti nella determinazioni di segnali operativi) ed oscillatori.
Molti operatori nell’utilizzo del ratio decidono di non rinunciare all’analisi dei volumi grazie a varie metodologie operative.
Tra queste, la più utilizzata è una sorta di volume cumulato rapportando gli scambi dei due strumenti. In alcuni casi è tuttavia da preferire un’analisi comparata dei volumi dei singoli strumenti senza produrre la forma aggregata che può sottrarre informazioni.
L’utilizzo della tecnica grafica del ratio ci aiuta a comprendere come nello Spread Trading l’elemento che distingue un’operazione in guadagno da una in perdita non sia la performance del singolo titolo ma la costanza con cui uno dei due sovraperforma l’altro.
Chi già dispone di un conto trading tradizionale può avvicinarsi allo Spread Trading senza aprire un rapporto con un broker specializzato. Per il monitoraggio delle posizioni sarà infatti sufficiente predisporre un foglio di calcolo elettronico che presenti un aggiornato profilo costi e ricavi.
Si dovrà poi attribuire la giusta importanza alle procedure di gestione del rischio per evitare che l’errata previsione su un pair produca una perdita doppia (vedi scenario 6 della tabella sopra riportata). In questo senso sarà sufficiente impostare una corretta strategia d’uscita impostando opportunamente le soglie di stop-loss e take-profit.
Appare infine opportuno sottolineare come le potenzialità dello Spread Trading non si limitino alla progettazione di singole operazioni ma possano offrire un interessante principio guida nella costruzione di un intero portafoglio diversificato. A questo scopo si potrà scegliere una serie di pair appartenenti a settori e mercati diversi.
Buon Trading a Tutti.

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