Il rapido ingresso della Cina all’interno dello scacchiere delle grandi potenze internazionali ed il conseguente sconvolgimento dei tradizionali rapporti produttivi e commerciali tra gli stati, sono sotto gli occhi di tutti.
La vertiginosa escalation economica cinese che si è avviata negli anni Ottanta ha segnato una brusca accelerazione agli inizi del nuovo millennio, venendo con prepotenza alla ribalta e mostrando al mondo il suo enorme potenziale competitivo.
Negli ultimi vent’anni la società e l’economia cinese hanno vissuto cambiamenti cruciali: si è passati dalla società rurale fondata sull’agricoltura a quella urbana basata sull’industria, così come da un’economia dirigista ad una di mercato. L’interazione e il coordinamento fra questi due mutamenti ha stimolato uno sviluppo molto rapido, riuscendo in poco tempo a creare i presupposti per un nuovo processo di divisione internazionale del lavoro all’interno di un equilibrio economico mondiale in cui, oltre al Giappone, anche la Grande Cina diviene un interlocutore di spessore dell’area asiatica.
L’avanzata cinese, inevitabilmente, si ripercuote sul futuro delle grandi economie del mondo già in forte fase di stagnazione, innescando un acceso dibattito su come poterne fronteggiare la concorrenza all’interno di un sistema di regole ispirate alla libertà degli scambi ovvero all’eliminazione di qualsiasi ostacolo al commercio tra le nazioni.
L’ingresso di Pechino nel cosiddetto “villaggio globale", tuttavia, se da un lato pone in essere serie minacce dall’altro apre le porte per innumerevoli ed altrettanto importanti opportunità per le aziende straniere. Lo sviluppo economico cinese, infatti, determinando un aumento del reddito ovvero migliori livelli quali-quantitativi di consumo, è in grado di assicurare nuovi sbocchi per l’industria mondiale, attratta dalle potenzialità di un mercato abitato da un quinto della popolazione terrestre. In tale quadro s’inserisce il made in Italy, ossia l’insieme delle produzioni che si caratterizzano per un elevato premium price ma che al contempo, grazie ad una rinomata qualità, riescono ad incarnare i bisogni di una società bramosa di prestigio e d’esclusività.
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