lunedì 17 ottobre 2011

RAME

Materia Prima: RAME.
   Metallo industriale sensibile alla congiuntura. Le quotazioni scendono ai minimi dal luglio 2010
   La recente fase di volatilità che ha colpito le materie prime ha spinto quotazioni del Rame sul London Metal Exchange ai minimi degli ultimi 15 mesi, in area 6.800 dollari la tonnellata. I prezzi scontano la possibile ricaduta in recessione delle economie mature e il rallentamento di quelle emergenti ed in particolare dalla Cina, la cui domanda rappresenta circa il 40% di quella mondiale. A settembre per il terzo mese consecutivo l’indice che misura la fiducia delle imprese manifatturiere (Pmi) cinesi si è attestato sotto la fatidica soglia dei 50 punti, il livello che fa da spartiacque tra recessione ed espansione del ciclo economico. Non a caso il Rame è chiamato “Dr. Copper” per la sua capacità di preannunciare i mutamenti nella congiuntura economica.
   I fondamentali del mercato restano solidi
   Il Rame rappresenta il metallo industriale per eccellenza. Stando ai dati della società di consulenza Gfms nel 2010 il 37% della produzione globale è stata assorbita dall’industria elettrica ed elettronica mentre il 31% è stato utilizzato nel comparto delle costruzioni. La restante parte è stata impiegata nel comparto dei trasporti (11%), nella produzione di beni di consumo (11%) e in quella di macchine industriali (10%). L’International Copper Study Group (Icsg) stima che nei primi sei mesi del 2011 l’utilizzo del Rame è cresciuto di un modesto 1% annuo. A livello geografico la situazione è eterogenea: i dati Icsg evidenziano che l’utilizzo del Rame è incrementato del 77% in Russia, del 3,5% nell’Ue, del 2% negli Usa mentre è calato del 6% in Cina (il dato non tiene conto delle scorte strategiche il cui ammontare non è divulgato). Nell’intero 2011 l’Icsg stima una domanda totale in crescita dell’1,5% annuo a 19,7 milioni di tonnellate mentre l’offerta è attesa in aumento del 2,3% a 19,5 milioni. Se i dati venissero confermati anche nel 2011 il mercato registrerebbe una contrazione delle scorte, che dalle 351 mila tonnellate del 2010 si attesterebbe a 201 mila tonnellate. Secondo l’Icsg la situazione è destinata a confermarsi anche nel 2012, quando con le richieste attese a 20,39 milioni di tonnellate (+3,6%) e l’output che si dovrebbe attestare a 20,136 milioni (+3,4%) il saldo è stimato negativo per 256 mila tonnellate.
   Quotazioni attese in ripresa nel medio termine
   Secondo i principali esperti nel breve termine le quotazioni dei metalli industriali sono destinate a rimanere vulnerabili a seguito delle tensioni in arrivo dai mercati finanziari e delle indicazioni negative in arrivo dal fronte economico. Nonostante questo, gli attuali prezzi, non lontani dai costi di produzione, potrebbero rilanciare gli acquisti sul Rame. In particolare gli operatori si attendono un ritorno sul mercato degli acquirenti cinesi che negli ultimi tempi, grazie all’abbondanza delle scorte (che alcuni commentatori stimano decisamente maggiori rispetto ai dati ufficiali) hanno rinviato gli acquisti in vista di una contrazione delle quotazioni. In quest’ottica, secondo l’ultima stima dell’Economist Intelligence Unit, datata 15 settembre, il prezzo medio del Rame per il 2011 è previsto a quota 9.560 dollari. Per il 2012 gli analisti si attendono un ritorno dei prezzi del metallo rosso sopra i 10 mila dollari a 10.250 dollari la tonnellata. La stima per il prezzo del Rame nel 2013 è invece a 9.400 dollari la tonnellata. Per investire sul Rame, RBS mette a disposizione un certificato Benchmark e numerosi certificati MINI Long e MINI Short.



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